Leggiamo con ribrezzo il volantino indirizzato al ministro Padoa Schioppa, a firma dei Segretari delle Funzioni Pubbliche di cgil-cisl-uil, nel quale viene espressa enorme perplessità sulla firma del decreto che riguarda la “cartolarizzazione”, firma apposta dal ministro che non avrebbe tenuto conto delle osservazioni da loro espresse…
I signori in questione, che guadagnano profumati stipendi, parlano di una “cesura nel percorso di costruzione di un accordo e di una grave vulnerazione dei rapporti tra le parti che richiede un robusto chiarimento circa la natura e la solidità delle relazioni sindacali nel Ministero”…
Questi feudatari del sindacato, ritengono che “quanto accaduto abbia di fatto interrotto l’ordinato svolgimento delle relazioni tra le parti che rende impossibile” la loro partecipazione agl’incontri del 15 e del 16 marzo prossimi.
Noi non vogliamo difendere il ministro, ma è estremamente scorretto non presentarsi alla riunione del 15 marzo sperando poi che il ministro non ritiri il decreto sulla cartolarizzazione e non rompa le relazioni sindacali.
Allora la nostra controparte chi è: il ministro o i tre sindacati confederali?
La non curanza, il disprezzo dei vertici di cgil-cisl-uil nei confronti dei lavoratori è insopportabile, non riusciamo più a sostenere il loro agire.
L’abbiamo già detto: per molti di noi questi soldi sono importantissimi, sarebbe compito di un qualsivoglia sindacato difendere gli interessi dei lavoratori.
E’ fin troppo evidente, quindi, che questo agire sindacale è dovuto ad un “segreto” braccio di ferro con il ministro, per quanto riguarda il “memorandum sul pubblico impiego”.
Con questo comportamento schizofrenico, rimarremo senza soldi e con meno sicurezze sul posto di lavoro….
I COBAS del Ministero dell’Economia e delle Finanze chiedono a tutti i lavoratori una mobilitazione generale per il 15 e per il 16 marzo, che metta in discussione finalmente lo strapotere di cgil-cisl-uil.
Chiediamo inoltre agli iscritti alle tre confederazioni di attivarsi all’interno delle loro rispettive sigle affinché facciano pressione sui loro dirigenti per quanto riguarda i fatti in oggetto.
Non fare questo, anche all’interno della sigla, significa accettare ed essere complici di atteggiamenti distruttivi verso i lavoratori.
Roma, 14.3.2007
COBAS Ministero Economia e Finanze
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